L’assistenza durante il servizio di mensa scolastica negli istituti italiani è un tema che continua a generare discussioni, in particolare riguardo al ruolo del personale ATA.
Sebbene la normativa sia chiara nel delineare le responsabilità di questa categoria di lavoratori, non sempre le disposizioni vengono rispettate o correttamente applicate.
Normativa di riferimento: cosa prevede il contratto collettivo
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2019/21, nell’Allegato A, specifica che tra i compiti del collaboratore scolastico rientra anche l’assistenza necessaria agli alunni durante il consumo del pasto. Questa indicazione non lascia spazio a dubbi: il servizio mensa fa parte delle mansioni ufficiali del personale ATA e deve essere garantito con la dovuta organizzazione.
Un altro riferimento normativo importante è l’articolo 21 del CCNL 2006/09, ancora in vigore, che stabilisce il diritto del personale ATA in servizio alla mensa di ricevere il pasto gratuito, al pari dei docenti. Tuttavia, questa disposizione viene spesso ignorata sia dalle amministrazioni comunali che gestiscono le mense scolastiche sia dagli istituti stessi.
Ruoli e responsabilità nella gestione del servizio di mensa
Affinché l’assistenza mensa sia efficace, è fondamentale una collaborazione tra il dirigente scolastico, il direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e il personale ATA. La suddivisione dei compiti deve essere chiara e inserita nel piano delle attività annuali, per evitare disfunzioni organizzative e garantire un servizio efficiente.
Il DSGA, in particolare, ha il compito di vigilare sul rispetto delle disposizioni contrattuali, inclusa la concessione del pasto gratuito al personale ATA addetto alla mensa. Una gestione attenta permette di valorizzare il ruolo di questi lavoratori e assicurare un ambiente adeguato per gli studenti durante il pranzo.
Problemi e possibili soluzioni
Nonostante le norme esistenti, persistono diverse criticità nell’applicazione dell’assistenza mensa da parte del personale ATA:
- Scarsa conoscenza dei diritti e dei doveri: molti collaboratori scolastici non sono adeguatamente informati sulle loro prerogative contrattuali, il che porta a disfunzioni nell’organizzazione del servizio.
- Insufficienza di personale: il numero di collaboratori scolastici è spesso inadeguato rispetto alle esigenze della scuola, rendendo difficile garantire un’assistenza efficace durante la mensa.
- Mancanza di formazione: la gestione della mensa non si limita alla sorveglianza, ma comprende anche situazioni delicate come allergie alimentari e comportamenti problematici. Un’adeguata preparazione sarebbe utile per affrontare al meglio tali aspetti.
Per risolvere queste problematiche, sarebbero necessarie alcune misure concrete:
- Diffusione capillare delle informazioni contrattuali, per rendere il personale ATA consapevole dei propri diritti e doveri.
- Aumento dell’organico dei collaboratori scolastici, per assicurare un servizio efficiente senza sovraccarichi di lavoro.
- Corsi di formazione specifici, per preparare il personale alla gestione di eventuali situazioni critiche durante il servizio mensa.
- Rispetto del diritto al pasto gratuito, garantendo l’applicazione della normativa vigente.
Considerazioni finali
L’assistenza mensa rappresenta un’attività essenziale per il benessere degli studenti e rientra nei compiti istituzionali del personale ATA. Affinché il servizio funzioni in modo efficace, è indispensabile una corretta applicazione della normativa, un’adeguata organizzazione interna e un supporto concreto per i lavoratori coinvolti. Solo così sarà possibile assicurare un ambiente scolastico più equo ed efficiente per tutti gli attori coinvolti.
Ma vi rendete conto voi sindacato con uno stipendio di merda il collaboratore deve ormai fare anche vento quando fa caldo.Ma andate a…
Hai proprio ragione: dobbiamo fare di tutto e di più con sempre meno personale e sempre meno soldi 😱😡😡😡
Hai proprio ragione tanta responsabilità per solo 190€ al mese è vergognoso