Una decisione che fa tremare (o rischia di rafforzare) l’estrema destra: Marine Le Pen dichiarata ineleggibile a seguito di una condanna, non potrà concorrere per la corsa all’Eliseo.
Il Tribunale correzionale ha emesso il verdetto nell’inchiesta sugli assistenti parlamentari del Rassemblement National (RN), stabilendo per Marine Le Pen l’ineleggibilità con effetto immediato. Una sentenza che, al di là delle inevitabili contestazioni politiche, segna una svolta nella vita istituzionale della Francia.
Il fatto
Lunedì 31 marzo, a partire dalle 10 del mattino, tre giudici hanno pronunciato un verdetto atteso da mesi, destinato a incidere profondamente sugli equilibri della destra radicale. Indipendentemente dal fatto che la leader del RN fosse o meno intenzionata a candidarsi alle presidenziali del 2027, il provvedimento colpisce direttamente una delle figure più rappresentative della scena politica francese.
La vicenda giudiziaria risale agli anni 2004-2016. Nel Parlamento europeo l’allora Front National aveva impiegato una quarantina di assistenti parlamentari pagati dalla Ue per svolgere attività del partito e non per portare avanti i dossier europei. Il danno stimato è stato quantificato intorno ai 4 milioni di euro e il partito di Le Pen condannato a risarcirne la metà.
L’accusa aveva chiesto per Le Pen 5 anni di reclusione di cui 3 con la condizionale, una pena leggermente ridotta dai giudici, che hanno condannato anche a varie pene 23 tra politici e assistenti parlamentari.
Rischio di strumentalizzazione
Tuttavia, il partito rimane solido, radicato e con altri esponenti pronti a raccogliere il testimone. Resta incerto, da un punto di vista strategico, se questa esclusione forzata possa penalizzare o, al contrario, favorire l’ascesa dell’estrema destra nei prossimi anni, specie in caso di elezioni anticipate.
Ma la questione che ora si impone al dibattito pubblico non è solo la condanna in sé, bensì il modo in cui questa verrà strumentalizzata nel confronto politico. Le critiche alla magistratura, che per sua natura non può rispondere alle polemiche, rischiano di alimentare ulteriormente una narrazione di vittimismo utile a rafforzare la coesione interna del RN e la sua presa sull’elettorato.
Marine Le Pen dichiarata ineleggibile: cosa accadrà adesso?
Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, un candidato favorito nella corsa all’Eliseo si vede escluso dalla competizione elettorale per via di una condanna giudiziaria. Comunque il favorito alla successione sembrerebbe Jordan Bardella, eurodeputato e presidente del gruppo Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo, nonché membro della presidenza del partito europeo Identità e Democrazia.
Bardella è sempre stato vicino all’ex presidente del partito Marine Le Pen, ed è considerato da alcune fonti esponente dell’ala più radicale del Rassemblement National.
Il tribunale ha impiegato oltre due ore per illustrare le motivazioni della decisione, ben consapevole dell’impatto politico che avrebbe avuto. La sentenza è severa, ma non del tutto inattesa, considerando gli sviluppi dell’indagine avvenuti lo scorso autunno.
Ora il futuro politico dell’estrema destra francese si trova di fronte a un bivio: questa condanna sarà un ostacolo insormontabile o fungerà da catalizzatore per un’ulteriore crescita del movimento? La risposta arriverà nei prossimi mesi, quando gli effetti della decisione inizieranno a manifestarsi nelle strategie e nelle reazioni dell’elettorato.