La diffusione dei modelli smart working, e in particolare del lavoro tramite strumenti Mobile, spinge al primo posto tra le caratteristiche più desiderate la disponibilità di connessioni veloci e affidabili. Lo dice un’indagine di Regus su 22.000 professionisti e manager

Superate perplessità e questioni tecniche legate a ogni innovazione di larga portata, in campo professionale la mobility si sta affermando progressivamente come strumento per aumentare la flessibilità e di conseguenza la produttività. L’utilizzo di tablet e smartphone in contesti lavorativi senza praticamente più limiti imposti dai confini aziendali, ha cambiato profondamente i processi aziendali e al tempo stesso sollevato nuovi aspetti da considerare.

Si consolida così il modello definito dello smart working, un sistema organizzativo di gestione del tempo e delle attività basato sulla disponibilità di strumenti It ai quali viene richiesto prima di tutto velocità e affidabilità, quali fattori critici di successo e in grado di influenzare pesantemente i risultati operativi.

Secondo lo studio “Britons lose five and half days a year from slow computers”, realizzato da The Telegraph, e risalente a ottobre 2013, nel Regno Unito si stima una perdita di oltre cinque giorni lavorativi in un anno a causa della lentezza delle tecnolologie informetiche e di comunicazione. In Italia, il tempo perso arriva addirittura a sette giorni in un anno.

La disponibilità di connessioni veloci e affidabili comunque è considerata addirittura il più importante requisito del luogo di lavoro ideale, secondo il Global Business Survey 2014 di Regus, stilato sulla base delle risposte di 22.000 manager e professionisti che utilizzano i servizi dell’azienda in tutto il mondo. È indicata infatti dall’82% dei rispondenti (83% in Italia), seguita dalla sicurezza per gli effetti personali, i disluopositivi elettronici e i documenti (67%).

L’importanza del fattore connettività è riconducibile proprio all’enorme crescita della mobility: «Molti professionisti e manager non hanno più la necessità di viaggiare quotidianamente per raggiungere una sede di lavoro fissa, perché smartphone, tablet, portatili e applicazioni basate sul Cloud consentono di connettersi con flessibilità e in modalità remota», commenta Mauro Mordini, General manager di Regus in Italia.

Più in dettaglio secondo l’indagine in Europa si denota una sensibilità variabile nei confronti dell’esigenza di connessioni veloci e affidabili, a seconda delle nazioni. È molto sentita nei paesi Baltici (91%) e in Francia (87%), Regno Unito (86%) e Germania (86%), mentre in Italia (83%), Olanda (83%) e Paesi dell’area Balcanica (81%) e Spagna (80%), pur essendo una priorità molto importante e in linea con la media globale, risulta inferiore. A livello europeo, la media risulta infatti all’82%. Germania (58%) e Belgio (55%) sono infine i luoghi dove il problema è meno sentito.

Come accennato, comunque, in tutti i casi, proprio la connettività è l’aspetto considerato di gran lunga più importante nella definizione di ambiente di lavoro ideale, tra una serie di opzioni proposte dalla ricerca. Per meglio comprendere quanto, analizzando le risposte raccolte in Italia, basti considerare come la sicurezza dei propri effetti personali, l’aspetto più segnalato tra i restanti,  sia determinante per il 65% degli interpellati. Può rientrare almeno in parte nella dotazione e nel supporto di strumenti It anche l’aspetto soprattutto estetico, per il quale il 54,1% si aspetta che un ufficio sia moderno, ordinato e ben equipaggiato.

Solo dopo vengono considerati aspetti più pratici, a partire dal 52,1% che indica importanti i collegamenti al posto di lavoro con mezzi pubblici o il 40,8% attento a valutare la presenza di un posteggio per la propria auto. Più in generale, la distanza dall’abitazione è considerata nel 18,4% dei casi.

Rispetto alla tecnologia, passa in secondo piano anche il fattore umano. Il 48,6% si aspetta infatti di potersi relazionare con colleghi e superiori competenti e affidabili. Scarsissima considerazione, soprattutto in Italia, riscuote il contesto produttivo nel quale si trova il posto di lavoro, mostrando poca fiducia nelle potenzialità di un distretto. Il 5,9% che ritiene importante la vicinanza di aziende paragonabili per dimensione e ramo si attività e il 6,3% che considera interessante la prossimità di un polo per la ricerca scientifica sono i valori più bassi tra tutte le opzioni proposte.

 

 

FONTE: Wireless4Innovation (www.wireless4innovation.it)

AUTORE: Giuseppe Goglio

 

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