Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha scelto il generale Giuseppe Vadalà come Commissario unico nazionale per la bonifica della Terra dei Fuochi, area compresa tra le province di Napoli e Caserta.


Parallelamente, il Governo ha deciso di coinvolgere l’Arma dei Carabinieri, designando un Generale di Brigata come Commissario straordinario con il compito di coordinare le operazioni di bonifica e di adeguamento delle discariche abusive alla normativa vigente. Questa iniziativa risponde a una sanzione inflitta all’Italia dalla Corte di Giustizia Europea a seguito dell’inadempienza nelle attività di risanamento ambientale.

Chi è il generale Vadalà, nuovo Commissario per la bonifica della Terra dei Fuochi

Dal 2017, il Generale di Brigata dei Carabinieri Giuseppe Vadalà ricopre l’incarico di Commissario straordinario, affiancato da una task force specializzata di dieci militari dell’Arma.  Ha dedicato la sua carriera alla tutela ambientale e alla sicurezza agroalimentare in Italia.

Classe 1963, Vadalà ha iniziato il suo percorso professionale nel Corpo Forestale dello Stato nel 1989, ricoprendo vari ruoli di crescente responsabilità. Tra il 1997 e il 2002, è stato responsabile del coordinamento info-investigativo delle attività di sicurezza ambientale. Successivamente, dal 2000 al 2008, ha guidato il Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi (NIAB), un’unità da lui stesso ideata per contrastare gli incendi boschivi dolosi.

Nel 2009, ha assunto la direzione della Divisione di Sicurezza Agroambientale e Agroalimentare, supervisionando il Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF). Nel 2014, ha ricevuto la nomina di comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato per la Toscana, ruolo che ha mantenuto fino al 2017, quando l’Arma dei Carabinieri ha assorbito il Corpo Forestale.

A marzo 2017, il Generale Vadalà è stato designato Commissario Unico per la bonifica delle discariche abusive sul territorio nazionale, incarico che ha svolto con una task force specializzata composta da 15 membri, principalmente ex forestali ora integrati nei Carabinieri. Sotto la sua guida, sono state bonificate 78 discariche su 81, con un risparmio per lo Stato di oltre 184 milioni di euro in sanzioni europee.

Il ruolo della task force

Operando sotto il Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare di Roma, la squadra gestisce le operazioni di bonifica utilizzando fondi specificamente assegnati. Inizialmente, i siti da risanare erano 57, ridotti a 51 grazie agli interventi completati entro la quinta semestralità del 2017. Il lavoro prosegue garantendo elevati standard di legalità, sia nelle procedure di gara sia nella gestione territoriale degli interventi.

La sentenza europea ha comportato per l’Italia il pagamento di una penalità iniziale di 40 milioni di euro, cui si aggiungono 42,8 milioni per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure richieste. Tuttavia, grazie alle bonifiche effettuate, la somma da versare risulta ridotta a 16 milioni di euro, con una diminuzione del numero di discariche da bonificare da 200 a 77.

Gli obiettivi della nomina

L’obiettivo primario del Commissario è restituire le aree risanate alle comunità locali nel minor tempo possibile, garantendo trasparenza ed efficienza nelle operazioni. L’intervento dell’Arma dei Carabinieri si è rivelato cruciale, fornendo risorse umane, logistiche ed economiche per portare avanti questa missione.

Il Generale Vadalà, in qualità di Commissario unico, dovrà pertanto presentare entro sessanta giorni una relazione alla Presidenza del Consiglio sullo stato dei lavori e sulle strategie da adottare per completare il risanamento. Il Governo intende così dare un segnale concreto a un territorio che da anni attende soluzioni efficaci e definitive per contrastare l’inquinamento ambientale e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato l’importanza del provvedimento, inserito nel decreto legge sulla Pubblica Amministrazione, per affrontare una problematica ambientale di lunga data. Il nuovo assetto, che affida a un’unica figura la gestione delle bonifiche, supera la frammentazione decisionale che finora ha rallentato gli interventi.