Il futuro di Giovanni Malagò, presidente del Coni, è nuovamente al centro di un acceso dibattito: arriva la smentita delle Federazioni sportive sulla lettera che chiedeva il quarto mandato per l’attuale titolare della carica.
La possibilità che l’attuale numero uno del Comitato Olimpico possa ricandidarsi per un quarto mandato è stata messa in discussione da una lettera inviata al governo, ma recentemente il contenuto di questa missiva è diventato oggetto di smentite da parte delle federazioni coinvolte.
Inizialmente, sembrava che 43 delle 50 federazioni sportive italiane avessero appoggiato l’idea di chiedere un cambiamento nelle normative elettorali del Coni, per consentire a Malagò di rimanere in carica oltre il limite previsto dalla legge, che impedisce la sua ricandidatura dopo tre mandati. La lettera, visionata da LaPresse, chiedeva appunto di allineare le regole elettorali del Coni a quelle di altre federazioni, lasciando intendere un ampio consenso tra i presidenti federali.
Le Federazioni sportive smentiscono la lettera per il quarto mandato di Malagò al Coni
Tuttavia, un aspetto cruciale è emerso rapidamente: non tutte le federazioni sportive erano d’accordo con il contenuto della lettera. In particolare, sono state escluse dalla missiva alcune federazioni come l’Aci, l’Aeroclub d’Italia e il Tiro a Segno, tutti enti pubblici, mentre altre, come Federnuoto e la Federazione Medici Sportivi, non sono state nemmeno interpellate, probabilmente a causa dei legami politici dei loro presidenti. Il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, è noto per la sua opposizione a Malagò, e il suo nome non è comparso tra i firmatari.
Il colpo di scena è arrivato quando diverse federazioni hanno categoricamente smentito di aver firmato il documento. Tra i primi a prendere posizione, il presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, Fabrizio Bittner, ha dichiarato di non aver nemmeno letto la lettera, aggiungendo che non ha mai approvato né firmato alcun documento. “Ho ricevuto una telefonata che mi anticipava l’arrivo della lettera, ma non ho mai risposto né firmato nulla. Come sia finito il mio nome lì non lo so”, ha spiegato Bittner.
Anche Angelo Cito, presidente della Federazione Italiana Taekwondo, ha ribadito il suo disaccordo, sottolineando che il tema della ricandidatura di Malagò avrebbe dovuto essere trattato in un contesto ufficiale, come il consiglio nazionale del Coni. “Non capisco perché non si sia discusso di questa questione nel nostro organo ufficiale“, ha aggiunto Cito.
Il secondo sviluppo clamoroso è avvenuto in serata, quando Sergio D’Antoni, presidente del Comitato Regionale Siciliano del Coni, ha preso la responsabilità della lettera. In una conversazione telefonica con l’Ansa, D’Antoni ha spiegato che alcuni presidenti federali gli avevano comunicato di non aver dato il loro pieno consenso alla missiva, creando confusione. “C’è stato un equivoco, non voglio polemizzare“, ha affermato, escludendo completamente il coinvolgimento di Malagò nell’iniziativa.
Il ministro dello Sport Abodi chiude alla possibilità
Nel frattempo, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha chiarito la sua posizione durante un intervento alla Camera dei deputati. Rispondendo a una domanda sulla lettera, Abodi ha evidenziato che il mondo sportivo è molto più complesso di un semplice gruppo di 43 presidenti federali. “Non mi è arrivato ancora nulla, ma se è una lettera per andare oltre il terzo mandato del presidente del Coni non mi sembra una novità“, ha osservato, facendo intendere che non ci sarebbe nulla di sorprendente nella proposta.
Il caso del possibile quarto mandato di Malagò, quindi, si arricchisce di nuovi sviluppi e di smentite, mettendo in luce una divisione all’interno del mondo sportivo italiano. In attesa di ulteriori chiarimenti, la situazione rimane incerta, con la questione del futuro presidente del Coni destinata a occupare ancora le prime pagine dei dibattiti sportivi e politici.