Il nucleo centrale della legge di Bilancio 2018 è rappresentato dal pacchetto fiscale, inserito nel decreto legge collegato, con le misure incentivanti l’occupazione e le agevolazioni alle imprese. Quali saranno gli impatti per i futuri adempimenti dei professionisti e delle imprese?
«Una manovra snella, che sarà utile per la nostra economia». Così dichiara il premier Paolo Gentiloni, che sottolinea la rilevanza delle misure sul lavoro, in particolare per i giovani e per la competitività delle imprese.
Arriva, l’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile. A decorrere dal primo gennaio 2018 i datori di lavoro del settore privato che assumono giovani con contratti a tutele crescenti beneficeranno di uno sconto triennale sui contributi previdenziali pari al 50% (esclusi i lavoratori domestici). L’esonero spetta anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, ferma restando la decorrenza dal primo gennaio 2018. Lo sconto contributivo si applica anche nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, qualunque sia l’età anagrafica al momento della prosecuzione e quando un datore di lavoro assume, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento del titolo di studio.
Ci sono gli incentivi per la formazione on the job: un credito d’imposta al 50%, su un tetto di spesa pari a 1 milione di euro. Si applicherà in base agli accordi aziendali di secondo livello, e riguarderà l’intera spesa in formazione 4.0 sostenuta dall’azienda (non solo quella incrementale rispetto all’anno passato, come avviene invece per il credito d’imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo).
Per quanto riguarda le altre misure che vanno a rinforzare il Piano Industria 4.0, proroga al 2018 per il superammortamento investimenti in beni strumentali, che però scende al 130% (dal 140% degli ultimi due anni). Pare che resti al 140% l’agevolazione limitatamente all’acquisto di software. Resta invece al 250% l’iperammortamento, che riguarda gli investimenti in macchinari digitali.
Infine, lo split payment, con decorrenza dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2018, cambia nuovamente il perimetro soggettivo di applicazione. Allargata ulteriormente l’applicazione dello specifico meccanismo di riscossione dell’Iva alle aziende speciali e alle società partecipate.